inclinati scaturiamo molli istinti di alcol
giù tra i dirupi di un sentiero grigio
e se inciampi perdi il treno dei desideri.
nevicasse sulle ciglia di questa fanciulla
stupida creatura in cerca di successo
e sbattendole/a si moltiplicassero le renne.
inala il mio profumo acre di spavento
e ti accorgi che gli occhi sfuggono al giudizio venoso
e ti buchi le pupille con gli spilli sottili
amore di un’impercettibile agonia di amore/amicizia/affetto/affinità di pelle/sfiorami le labbra con le dita
si spostano le linee verticali delle tue labbra appunto
come gli alberi piegati dal vento in piano
come le creature che bruciano nei forni
come la follia che circonda le nostre vite
come cristo morto in croce.
mercoledì 17 gennaio 2007
martedì 9 gennaio 2007
partenza
vuoi aspettare lo sbarco sulla nave giusta?
per rivedere gli occhi di rugiada
per rimpiangere le estati libere di vestiti.
vuoi aspettare che si alzi la nebbia?
per incontrare le tue mani
le mie mani che non si sciolgono nell’acido.
eh… sono troppo abituate
a manipolare il vischioso mondo avvolgente.
soffia fra le dita e apparirà l’angelo custode
azzurro e in doppio petto
pronto a fuggire in terre artiche con un fragile respiro
con in tasca una pistola
e il viso appoggiato al finestrino freddo
e tutto il mondo scorre veloce
e se ne va tutto
e se ne va tutto.
per rivedere gli occhi di rugiada
per rimpiangere le estati libere di vestiti.
vuoi aspettare che si alzi la nebbia?
per incontrare le tue mani
le mie mani che non si sciolgono nell’acido.
eh… sono troppo abituate
a manipolare il vischioso mondo avvolgente.
soffia fra le dita e apparirà l’angelo custode
azzurro e in doppio petto
pronto a fuggire in terre artiche con un fragile respiro
con in tasca una pistola
e il viso appoggiato al finestrino freddo
e tutto il mondo scorre veloce
e se ne va tutto
e se ne va tutto.
lunedì 1 gennaio 2007
alla stazione
Toccami le spalle
per sentire come tremo
non per l’inverno
ma per la demenza della vita
per il giorno che ho detto sì
e siano ancora gli alberi scossi dal vento
di sangue spremuto con le mani bianche
rosso e bianco per l’inferno dell’amore
spingi dentro il cuore allo sterno
inverno inferno inverso amami
e ti accorgerai che la nuca ti esploderà
ancora tutti i giorni in cui ti svegli con i piedi freddi
e alla stazione
e alla deriva
e adesso basta.
per sentire come tremo
non per l’inverno
ma per la demenza della vita
per il giorno che ho detto sì
e siano ancora gli alberi scossi dal vento
di sangue spremuto con le mani bianche
rosso e bianco per l’inferno dell’amore
spingi dentro il cuore allo sterno
inverno inferno inverso amami
e ti accorgerai che la nuca ti esploderà
ancora tutti i giorni in cui ti svegli con i piedi freddi
e alla stazione
e alla deriva
e adesso basta.
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