giovedì 11 febbraio 2010

canc

ora si usa che un omino sparga
il sale con una palettina
rossa sui marciapiedi
così noi poetici nostalgici
osserviamo i fiocchi lassù nel cielo
cadere giù e scomparire innocuamente.
ora si usa tappezzare la città
di orrende facce pressoché sorridenti
che raccomandano a noi poetici nostalgici
di crociare sul loro improbabile nome
intimamente rinchiusi dentro la gabbiettina di legno.
ora si usa che vince chi spende più denaro in comunicazione.
e noi dovremmo crociare sull’improbabile nome
di chi spende più denaro in comunicazione.
ora si usa spendere denaro per ritrovare se stessi
per guardarsi dentro e darsi forza
e darsi
forza
il buco del culo per far entrare tutti
per aprire le porte a chi è più furbo
per aprire la scatola cranica ben rasata
e scoprire una vuota scodella con in fondo un molle foro
da cui entra troppo spesso una luce
una luce parlante.
ora si usa spendere denaro per dimenticare un amore
ma l’amore non si dimentica
il primo incrociarsi degli occhi non si dimentica
la lievissima sfumatura più chiara
della quarta pagliuzza in senso orario dell’occhio destro per me
sinistro per te non si dimentica
non si dimentica il respiro
il sussurro il silenzio
la finissima intesa sovrannaturale
sovrannaturale.
non si
reset e non si canc nulla.
non si
reset e non si canc nulla.
!!impossibile effettuare l’operazione!!
invio
!!impossibile effettuare l’operazione!!
invio
!!impossibile effettuare l’operazione!!
invio
!!impossibile effettuare l’operazione!!
fanculo.

undicesimofebbraioduemiladieci