lunedì 12 gennaio 2015

rimmel

non penso che le ore siano turchesi
anzi
di notte si vestono di ansie
speranze che marciscono dentro
inutili bestie di rimorsi.
forse sarebbe stato meglio morire annegati
dal fango dello scandalo
dall'angoscia del bianco dello sperma
inutile fango umano
disumano sulle labbra coronate
di rimmel e fantasie
di bello
sì, bello di giorno...
fin quando svanisce
come in ogni età.

dodicesimoduemilaquindici

venerdì 31 ottobre 2014

sempre soli

siamo foglie imbottite
che cadranno a breve
sempre soli
si muore comunque sempre soli
ci danniamo a momenti
sempre drammaticamente intensi
fino al fondo.
e i cani
fedeli con gli occhi lucidi
non lo sanno, amor mio.


trentunesimottobreduemilaquattordici

lunedì 10 marzo 2014

deviare please


Forse sì
infatti mi devia il pensiero di quel soffio
col vento della sera che mi ha deviato
i capelli le ciglia e le lacrime.
Deviare amico mio
inspirare la paura e espirare i brividi.
E poi la vita finisce, forse domani.

decimomarzoduemilaquattordici

lunedì 20 maggio 2013

televisore azzurro


anche quando scende il velo
rimane il dubbio
di non distruggere una vita
di non rodere il divano
il cranio
il cristo.
amare vuol anche dire accettare
che si chiudano gli occhi
che si ceni con il nemico
che si pensi all'immacolata
che si crolli pensando ai lidi
che si parli male dell'uomo.
ma dire cosa ne pensi
di corsa
verso il freddo che ritorna sempre quando apri 
le gambe di sfuggita
lontano dal momento, dal rientro, dal pavimento,
dal rodimento delle unghie già assenti. 
quando uccidi la carne che mastichi 
ha il gusto di affumicato,
ha il gusto di quando è tardi
di rare emozioni ascoltando il guscio che si rompe
davanti al televisore azzurro.

diciasettesimoduemilatredici

sabato 23 giugno 2012

futura


divieto di piangere
divieto di uccidersi
divieto di disertare
cercare di vivere
di sentire ancora il vento 
che ti prende le ciglia e te le colora
di umido
di note lontane come la malinconia
lontane come le estati in cui ci si innamorava
degli sguardi sorrisi appesi alle serate sfumate.
iniziano a sbiancarsi i capelli
davanti 
all'evidenza
davanti ai sospiri
al cuore che sempre più spesso batte
non ci sarà più nessuno fra un po'
le nostre case saranno sostituite 
quale madre sbatterà la testa contro quelli che erano i nostri muri
di notte ci saranno ancora i pensieri?


ventitresimogiugnoduemiladodici

lunedì 28 maggio 2012

l'ama


inizio che ti togli la maglietta
perchè è maggio cazzo
perchè l'anteprima non mi si apre
pregresso alcolico
col letto a fiori
rose
le spine mordono in fondo
ai carrugi benefattori
agli spacciatori che tagliano col rimmel
le bustine del pandoro
oroscopi deviati dal vento
dalla moda degli scalzi
scazzi tra anime in pena forse perchè 
dovremmo vivere altrove
dove i nostri ego si azzerano
zero
zero
zero
avessi una lama affilata
mi taglierei le ciglia
gli ami per ammagliare chi non lavora
di fremiti
fremiti che ti devastano le lacrime
davanti alla porta chiusa a chiave da
da chi non sa amare
amare
ammirare
sciogliere
resistere
avessi una lama affilata
mi taglierei le ciglia
gli ami per ammagliare chi non lavora.

ventottesimomaggioduemiladodici

sabato 17 marzo 2012

mi hai

di venerdì ci si incontra

ratti con la coda corta

e se nevischia salta tutto

i problemi, le mimose che si dividono

tutte le figlie picolle e tonde che viaggiano lungo il tendone

suona bene questo ritornello zingaro

amore di fretta magari dura

magari ci si incontra di sabato

con i locali carichi di pensieri

eri importante per me che ci credo

sempre nello sguardo

nel deglutire saliva di grado

adoro le casse d'amianto ancora aperte

di notte a contemplare le stelle

gemelle

tu non sei soltanto un numero

sei un apostrofo moderno

sbagliato gene

sbagliato vivere

sbagliato vivere

sbagliato vivere

sbagliato vivere

sbagliato vivere

sbagliato vivere

sbagliato vivere

incantato



diciasettesimomarzoduemiladodici


sabato 11 febbraio 2012

escort

con cinque eurini e la consumazione

metti gli occhi di scorta


ti sostituisco gli occhi

veramente


e puoi sfiorarmi con i polpastrelli

puoi ascoltare jeff e ridere sul secondo arpeggio

puoi constatare che la pianta cresce di settimana in settimana

anche se non la bagni

e respirare a fatica pensando che si può morire di dolore

di schianto

di implosione

one love

sui mercati rionali sulle lotte sindacali sui passi falsi

dei quasi quarant'anni innevati

ho sempre difficoltà a distinguere i brividi dalla malinconia melodica

puoi cambiare gli occhi

quelli di scorta

ma le lacrime non avranno la solita via

e ti s'inonderà il busto

il gusto

di nuotare di galleggiare di fare il morto

a cento metri dalla spiaggia

quando senti le voci dei bimbi ridere in lontananza.


undicesimofebbraioduemiladodici


sabato 26 novembre 2011

arma

vorrei ascoltare l'infrangersi delle onde

sulla terrazza della fortezza di Arma

quella violenza

sana

e il mio sguardo nel buio

profondo buco nero del mare.

avrei bisogno ora di bassi

di onde che sbattono e ti aprono lo sterno.

Profondi ricordi da cui nasco,

il suono...

quello lì,

mi hai capito.


ventisettesimonovembreduemilaundici


mercoledì 17 agosto 2011

piove

e la gente dai balconi ritira la salvia

il basilico e i limoni

tu hai il cervello in stand by

e non ti accorgi di niente

impallato davanti alla tv

dv

animali morsi dalla morte

ridi

ma poi ti accorgerai

che Gandhi non è stato accoltellato

ma cullato

da Ginevra che incanta gli elfi rimasti

e da Genova che incanta i tossici

che si fanno di crack

e ligurano rispetto i regolari sviluppi dei migranti

spingimi dentro il tuo collo

e canterò amore

polstrada in contromano ad uccidere i regolari

sì così

ad uccidere i regolari

ah ah.


diciottesimoagostoduemilaundici