venerdì 18 maggio 2007

dal mattino alla sera

chino la testa e appoggio la fronte sul tavolo
sento il profumo del legno
e la cervicale che affonda e mi nausea
io non ho mai accerezzato i capelli di mio padre
non si è mai usato a casa nostra
ma ora vorrei
vorrei fermare l’incalzante scolorire della vita
vorrei ingrassare le guance che con quegl’occhiali mi sembrano più magre
vorrei evitare che col buio gli occhi s’incupiscano
perché è così
s’invecchia alla giornata
al mattino si è più giovani
alla sera con l’apertura dei pacchi son passati dieci anni
dal viaggio di nozze sul lago di Como ai primi passi
da Claudio Villa nel pugno
ai trucioli di ferro infilzati nelle suole degli anfibi
dalla uno 45super al solfeggio in 13/8
e quante lotte
palchi cantine di cartoni di uova capelloni spinelli timpani rotti viaggi in furgone
e ora mio padre vorrebbe che facessi il musicista
quanti anni ti mancano ancora
mi si è raggelato il sangue
chinai la testa e appoggiai la fronte sul tavolo
chissà
magari ne sentirà solo l’eco.