martedì 6 luglio 2010

straniero

scorrazza nel verde creato tra i palazzi di cemento
con le finestre blu impolverate e le biciclette in balcone
portate sù a fatica tra bestemmie e strisciate sui muri gialli
coi freni neri
si sollevano due righe al mio passaggio
sono lo straniero che minaccia guai
i riccioli biondi
che sanno di shampoo alla mela
forse non più
i passi ancora incerti dondolanti a mani alzate
lieve velo di rossore in viso
forse per riuscire a mantenersi in equilibrio
o per quest’estate umida e malinconica
è bello
è lontano
ma cosa ci faceva qui
tra questa desolazione di incroci di piane strade grigie
con un colpo in fronte
non esattamente in centro, un dito più spostato a destra
è rimasto un po’ sul fianco
la gamba sinistra leggermente piegata e gli occhi semiaperti
verso l’orizzonte, verso i campi di grano e le acciaierie un poco più in là
non c’è stupore sul suo volto
quasi una rassegnazione, una sorta di liberazione
la catena al collo e i capelli storti
forse un po’ deviati dal rivolo di sangue
che lieve e lento è sceso silenzioso.


sestoluglioduemiladieci