è il taglio dei tuoi occhi che viaggia nell’intestino
il destino ci ha fatto incontrare
e poi ci ha fatto separare
vado al cesso
scarico la tua espressione e tiro l’acqua
da dove sono io ora
il tuo sguardo può arrivare fino al polesine
poi si spalma in tutto l’adriatico
e il mediterraneo da scoprire.
tutti i giorni saluto il mio amico rumeno e gli dico ci vediamo
e lui tutti i giorni mi dice vediamo
toglie sempre una parola ad ogni espressione
e poi lui tutti i giorni mi dice buonaappetito
e dice anche che le carrozzerie delle auto sono cambiate come gli uomini
e dice anche che quiItalia buttate troppo pane nei cassonetti, in Romania no buttare pane.
ognuno cerca di arrivare a sera
chi col sorriso congelato
chi con le lacrime congelate
con la smania di successo e la malinconia dietro la porta
lontano dai genitori che con la seicento uscivano a prendere il gelato
i vestiti psichedelici e le scarpe di vernice
di domenica.
a volte mi chiedo chi avrei incontrato nascendo altrove
forse solo piccoli lord con l’erbetta a tre centimetri nel giardino
forse solo piccoli rasta con l’erbetta messa ad essiccare
forse solo piccole prostitute aperte ai turisti occasionali
forse solo mosche in viso senza più voglia di scacciarle.
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